About Me

fabrizio fasano

– “ Shomer ma mi llailah ” –

 

Mi chiamo Fabrizio Fasano e sono del 72.
L’anno in cui vennero scoperti i bronzi di Riace.
Nato il 4 maggio. Il giorno di Superga.
Granata per destino prima che per scelta.
Granata come il sangue e come il Barbera

 

La notte, udite, sta per finire,
ma il giorno ancora non è arrivato,
sembra che il tempo nel suo fluire
resti inchiodato …

 

Dopo esperienze professionali diverse, nel 2002 ho scelto di “fare 3D”.
La possibilità di rendere visibile un progetto prima della sua realizzazione è stata la scintilla che mi ha guidato in questa professione.
Dall’architettura al design, dal packaging alla comunicazione.
Scherzando con i miei figli, che intanto sono venuti al mondo, spesso dico che sono un “falsario” perchè faccio vedere ciò che non c’è … ancora.

 

Ma io veglio sempre, perciò insistete,
voi lo potete, ridomandate,
tornate ancora se lo volete,
non vi stancate…

 

Gli incontri e la preziose collaborazioni intraprese mi hanno aiutato a crescere ed ad ampliare i campi di intervento.
E poi la vera passione: la fotografia.

Una passione sempre presente. Che forse aspettava il momento giusto per esplodere.
Gli strumenti che la tecnologia ha messo a disposizione si sono evoluti al punto da farmi riaccendere la voglia di fotografare.
Ed ora difficilmente esco di casa senza avere la mia reflex nello zaino.

Dal creare l’immagine di qualcosa che non c’è al catturare ciò che invece è ben presente.
Raccontando delle storie. Storie che vivo in prima persona.

Il sito è il modo per raccontare la mia storia.

 

Shomèr ma millailah è la domanda che continuo a farmi.

Oracolo contro Duma.
Mi si grida da Seir:
«Sentinella, a che punto è la notte?
Sentinella, a che punto è la notte?»
La sentinella risponde:
«Viene la mattina, e viene anche la notte.
Se volete interrogare, interrogate pure;
tornate un’altra volta».
Isaia 21, 11-12

 

E in quell’ora del giorno in cui la notte sta finendo e il giorno ancora non è arrivato, quel momento della giornata che in fotografia chiamiamo Blue Hour, che mi sento in pace e fortemente ispirato.
Come nel luglio del 2016, quando la sveglia ha suonato presto. Molto presto.
Permettendomi di godere di uno spettacolo grandioso: l’alba su Torino.