Un anno in foto

Un anno di svolta.
Dalle fotografie di panorami al raccontare storie.
Storie sì di luoghi ma soprattutto di persone.
E il piacere di incontrarle e conoscerle.


Un capodanno diverso dal solito quello del 2017.
In piazza in mezzo a tanta gente.
Un bel concerto.
Una Irene Grandi verace da buona toscana.
E gli auguri scambiati con tante persone.

Mi fa un po’ sorridere che l’anno scorso ci furono polemiche per questo concerto: “si potevano spendere meglio i soldi”
E quest’anno che il concerto non c’è: “non si fa mai nulla a Moncalieri”
Ecco qualcosa che mi porterò dietro dal 2017: lontano dalle polemiche … tanto come fai fai sbagli e ci sarà sempre qualcuno pronto a criticare.
Si passa avanti e buon anno a tutti.


Due i momenti che hanno segnato la mia svolta fotografica nel 2017.
Il primo è stato sicuramente ad Amatrice.
L’incontro con le autorità di Acquasanta e di Amatrice sono stati significativi.
Ma l’incontro con il bidello ci ha dato la possibilità di comprendere ciò che il terremoto è stato per la gente comune.
Fuori dagli schemi fotogenici (e un po’ strumentali) televisi.
Il contatto vero e reale con la catastrofe e con ciò che ha significato per loro. Per le persone.
L’uomo che si ritrova, nel giro di pochi secondi, dentro un evento che segnerà la sua vita per sempre.


Donne con la D maiuscola.
Donne che hanno sconfitto la bestia.
Che hanno lottato e non si sono accontentate di sconfiggerla.
Della lotta contro la morte ne hanno fatto un motivo di vita.
Di vita che vuole aiutare chi ha, suo malgrado, intrapreso la stessa battaglia.
Con il sorriso.
Aiutandomi a comprendere che il bello non è fine a se stesso.
E’ e può essere un’arma sorprendente contro il brutto e il male.


Ho visto l’Europa che vorrei.
Ho visto ragazzi e i loro docenti incontrarsi.
Lingue e paesi diversi.
Uomini donne e ragazzi provenienti da mezz’europa. Arrivare a Moncalieri.
La diversità che non è ostacolo ma che si accende negli occhi e nei cuori di chi vuole conoscerla.
Vuole raccontarsi agli altri. Vuole che gli altri si raccontino.
Se fossi il “presidente dell’Europa” investirei una parte consistente del bilancio comunitario affinchè tutti i ragazzi possano viaggiare e incontrarsi, conoscersi.
Tutti. Indistintamente. Sono certo che molte delle questioni dei rapporti fra i paesi sarebbero presto superate.
Ma presidente non lo sarò mai. E l’idea, per come stanno le cose oggi, è davvero un’utopia.
E allora per ora ringrazio di cuore chi riesce a farlo e a dare alla possibilità ai miei figli, ai nostri figli di fare questa esperienza.


Torino Comics.
I ragazzi, grazie ai racconti dei cugini, vorrebbero andare a Lucca, ma per ora si accontentano del Lingotto e del Torino Comics . Che poi … è anche un gran bell’accontentarsi.
Tocca a me accompagnarli. Non proprio con entusiasmo.
Visto che mi tocca, mi faccio accompagnare dalla mia macchina fotografica.
Quando i ragazzi finiscono il loro giro, scoprono che papà è impazzito e salta come un grillo da un cosplayer all’altro. E di tornarsene a casa, ancora non ne vuole proprio sapere.

Potevo immaginarlo. Ma non così
Appena ti vedono con la macchina foto in mano, si mettono in posa.
E sono davvero calati nella parte.
Non è un vero incontro con le persone.
Perchè non ho avuto occasione di parlargli. Non era ciò che cercavo. E un po’ mi dispiace.
Ma la loro passione e disponibilità è stata così invasiva da impedire qualsiasi altro pensiero.

E poi dopo diversi mesi scopro, quasi per caso, che una persona con cui sto iniziando un nuovo progetto fotografico era li e l’avevo immortalata.
Ma qui racconto il 2017.
Del 2018 non svelo ancora nulla … o quasi.


Il progetto Calendario 2017 di Moncalieri, oltre a dare inizio a quella che spero diventi una tradizione annuale, mi ha permesso di incontrare un gruppo di amici speciali: Casa Frassati.
Con alcuni di loro, qualche anno fa, avevo già condiviso un pezzo di strada. Dal viaggio a Lourdes al servizio con il GAV.
Dario lo conoscevo poco.
Ricordo che quando frequentavo le elementari c’era un ragazzo “strano”. Diverso.
Tutte le mattine il papà lo portava a scuola. Nel senso che lo prendeva in braccio per poterlo portare su al primo piano, perchè le scale con la carrozzina non si potevano certo fare.
La storia sua e di Casa Frassati l’ho incrociata più volte. D’altronde Moncalieri è Moncalieri. Alla fine i gradi di separazione sono ben sotto i sei della famosa teoria.
E a sentire i suoi genitori le nostre due famiglie e quella di mia moglie Patty, storie in cui le loro vite si sono incrociate, da raccontare ne avrebbero tante.
Tutte o quasi di Moncalieri. Della nostra Moncalieri.
Essere amico di lui e di tutti i suoi compagni di viaggio è un piacere ed un onore.
Ed è stato emozionante poter vivere con loro l’inaugurazione dell’ampliamento della loro casa.


Due amiche neo spose
Il si di Lyna e Clotilde.
Due ragazze semplici che con il loro sorriso hanno cambiato me e chi come me ha avuto la fortuna di incontrarle.
Una celebrazione che è stato il punto di arrivo dopo un lungo percorso.
E dopo un anno di strada percorsa insieme.
Farò fatica a dimenticare il groppo in gola al momento della loro “vestizione”.


Un incontro professionale. O così pensavo sarebbe stato.
In realtà è stata proprio l’occasione in cui ho realizzato quanto questo modo di fare fotografia sia ricco.
Non tanto, o non solo, di apprezzamenti e riconoscimenti.
Ricco di umanità.
Conoscere gli uomini. E non solo perchè sei interessato ad immortalarli.
Ma proprio dalla sincera volontà di incontrare l’altro, nasce poi la scintilla che permette ad una fotografia di raccontare lui e la sua storia.
Un sardo che vendemmia alle cinque terre. Che a tavola ti fa assaggiare i tesori della sua terra … formaggio con i vermi compreso.
Non ho fatto un servizio fotografico alla Vendemmia a Manarola, ho vissuto una esperienza di quelle belle da raccontare.
E da tenere li preziosa nella propria memoria.


“L’alba a casa mia è quando si alza la tapparella”
Con questa battuta abbiamo preso in giro Daniele per un bel po’
Il piacere della fotografia. Condivisa con chi ama la tua stessa passione.
E via ci si trova alle 6 per andare a fare l’alba dai Cappuccini, alle 6 e mezza per raccontare la cottura della trippa, al freddo di una sera di dicembre o nella sabbia di giugno per i “fuochi”.
E si sale su un cestello sospeso nel vuoto. Pur soffrendo di vertigini.
E al bar per discutere del nostro calendario.
Moncalieri365 … ci aspetta un nuovo anno da raccontare.


Di storie del 2017 ce ne sarebbero tante ancora da raccontare.
Storie di vita vera e di persone incontrate e conosciute.
Queste rappresentano ciò che ho imparato in questi docici mesi.

Tante ce ne sarebbero ancora da raccontare.
Tante persone che come a Patty, Francesco e Andrea rischio, con questa foga del conoscerne di nuove, di non prestare la giusta attenzione.
Da queste considerazioni per il nuovo anno il proposito sarà quindi quello di raccontare oltre alle persone che incontrerò anche e soprattutto quelle con cui già condivido un bel pezzo della mia vita.
Oltre ad un nuovo progetto … di cui qui una piccola ed accennata anteprima.

 

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