Non c’è limite al paesaggio

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Per paesaggio intendo tutto ciò che vediamo intorno a noi da un qualsiasi punto della terra.
La mostra vuole rappresentare questo paesaggio partendo dai suoi elementi naturali principali:

loghi2Questi elementi sono considerati sin dall’antichità l’origine di ogni sostanza. Nelle fotografie della mostra i singoli elementi naturali sono stati catturati in paesaggi e in luoghi dove predominano sugli altri. Per scelta vengono rappresentati con immagini verticali.


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Aria
Il più impalpabile degli elementi. Il meno controllabile.
Fotograficamente le nuvole ci permettono di “toccarla” e di vederla.
Prima dei temporali ci regala spettacoli di luci ed ombre indescrivibili. Ma non hai il tempo di vederne le composizioni che già mutano.
In quel pomeriggio, con il simbolo più rappresentativo rimasto delle Olimpiadi, lo spettacolo è stato dei più avvincenti. Verso sud-ovest il sole riusciva a bucare le nuvole. Verso nord-est, la collina, era invece tutto nero.
Ecco un buon motivo per portare sempre con se la reflex. Anche andando al Salone del Libro.
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Acqua

La Croazia è stata una piacevole sorpresa. Molte le fotografie della mostra sono state realizzate qui.
Al tramonto il sole si tuffa nel mare Adriatico regalando immagini suggestive. A Zara esiste una piazza dove tutti i giorni si può fare il saluto al sole, accompagnati dal sottofondo dell’organo a canne marino.
Acqua come vita. Acqua come specchio. Acqua come gioco.

La barca stava tornando in porto. Mi sono preparato ed ho atteso che l’albero fosse in asse con il sole.
Nonostante prediliga le composizioni sui terzi, in questa fotografia, quasi senza pensarci, l’immagine è tagliata perfettamente in due. Sia in verticale che in orizzontale.

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Fuoco

L’elemento che scalda di più le immagini fotografiche. Ma che raramente lo si può trovare spontaneo. Tanto che, nella mostra, l’ho catturato per lo più attraverso il sole all’alba e al tramonto.

Una sera d’estate siamo tornati ad assistere allo spettacolo organizzato nell’annuale Torneo di Scherma Medievale di Moncalieri. Quando questi artisti hanno incominciato ad esibirsi, ho tirato fuori la macchina fotografica, impostazioni estreme ed ho incominciato a scattare. La poca luce del parco in cui si è svolto lo spettacolo ha permesso di isolare fuoco ed artisti in immagini cariche di suggestione.

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Terra

Sono legato a questa fotografia, come a quella del lago Wörthersee, perchè mi ricorda la verdissima Carinzia.
Burg Hochosterwitz è un caratteristico castello eretto su una collina. Non tutto proprio originale. Ma in grado di portarti con la mente ad un passato di una vita di corte da noi immaginata leggendo le fiabe.
Arrivati in cima la vista che si può ammirare permette di entrare in sintonia con questi panorami tipici della zona.

Questa fotografia mi aiuta anche a ricordare che la fotografia non è la macchina fotografica.
La macchina usata al tempo, ora è sullo scaffale a prendere polvere. Troppo limitato il corpo, troppo fondo di bottiglia la lente.
Devo ricordarmi di portare questa foto sempre con me e farla vedere a chi mi dice che per fare belle foto ci va una reflex “potente”

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Ma ogni elemento non può esistere senza l’altro. Insieme si fondono e si trasformano. Così nelle immagini sono sempre presenti tutti e quattro. Scopo delle fotografie panoramiche è proprio quello di catturarli insieme in equilibrio fra di loro. Un equilibrio che si fonda non tanto sulla quantità visibile, ma sulla dipendenza uno dall’altro.
L’uomo mette mano da sempre alla natura modificandola o creando elementi artificiali. Sia per farne strumenti che permettano una migliore qualità della vita, sia per semplice senso del bello. In tutte le fotografie della mostra l’uomo è presente. Ed è presente con i suoi artefatti.
Ma in alcune delle fotografie panoramiche l’uomo diventa il soggetto protagonista del paesaggio naturale.

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